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da La Repubblica - 19 aprile 2020 - Intervista al Cardinale Gianfranco Ravasi. Lo raggiungiamo al telefono, una mattina di lavoro nel suo “ministero” vaticano dedicato alla cultura. 77 anni, il cardinale Gianfranco Ravasi, biblista fra i più autorevoli al mondo, erudita sconfinato, legge con Repubblica questi giorni difficili a causa del «trauma» del coronavirus. Parla di trauma? «Lo è. Come ricorda la radice indoeuropea della parola, ”tro-“, che significa storcere, perforare, trauma è una ferita inflitta in profondità. Così ne parla anche il Nuovo Testamento. Non so in quale altro modo definire questi giorni». Come uscirne? «Ho letto in questi giorni un saggio di un professore di New York, David McLain Carr. S’intitola “Holy resilience”, la santa resilienza come chiave di lettura di tutta...

Un testo del Cardinal Ravasi. Scrivo con imbarazzo queste righe. Mi pareva, infatti, di sentire la voce, roca per il troppo urlare, di Giobbe che rigettava le parole degli amici teologi venuti a confortarlo definendole «decotti di malva», incapaci di spegnere il suo dolore lacerante. Oppure, iniziando a scrivere qualche riga, sentivo risuonare nell'orecchio la frase aspra di un altro sapiente biblico, Qohelet, che mi ammoniva: «Tutte le parole sono logore e l’uomo non può più usarle» (1,8). Alla fine ho deciso di squarciare lo stesso il silenzio, come hanno fatto il Papa e tanti altri pastori con parole intense, solo per dire che tutti proviamo nell'anima gli stessi brividi dei tanti ammalati con la bocca incollata a un respiratore. E soprattutto...

da Il Messaggero - 12 marzo 2020 - un'intervista a cura di Franca Giansoldati. In questa intervista il Cardinal Ravasi parla dell'emergenza coronavirus, attingendo alla Bibbia. «In questi giorni ripenso alle parole del mio amico Mario Luzi. Sotto il cumulo delle macerie c’è il bulbo della speranza. Sono convinto che dalla più grande crisi che stiamo vivendo a livello globale possa fiorire una nuova umanità. Un po’ più umana. Sarà come una scossa globale». Biblista e teologo, il cardinale Gianfranco Ravasi attinge al Libro dei Libri e ai tanti ricordi personali per esaminare con distacco un orizzonte comune confuso, pieno di paure e disorientamento. Lei ha un atteggiamento costruttivo. Non ha nemmeno paura di essere contagiato? «Francamente no, ma la riflessione che vorrei fare è proprio sulla paura: un fattore...