Mostrate i vostri volti, fate sentire la vostra voce, non siate clandestini; il vostro tempo non è domani, è ora; voi che avete il futuro nel sangue e il privilegio di dare del tu al tempo.
A voi giovani il compito stupendo e tremendo di prendervi cura dell’anima della città, perché essa sia rivolta al proprio futuro, sia disponibile a cambiare, avverta la corsa del tempo, oltre l’immobilità dello spazio. Il tempo: l’unica dimensione che ci riconduce alla memoria e al progetto, ai trapassati e ai nascituri. Ripristinate l’uso del futuro e dell’ottativo, modalità verbali in via di estinzione.
A voi spetta invenire: il diritto di “inventare” il novum, l’inatteso, il mai visto, il mai sperimentato; ma anche il dovere di “dissotterrare” il notum dei padri, della storia, della tradizione. Ascoltate il vostro demone ma vi sia di esempio quella pagina in cui Marco Aurelio ricorda e ringrazia per nome, a uno a uno, tutti coloro che lo hanno aiutato e formato: nonno, padre, madre, bisnonno, precettore, tutti i maestri, i parenti, gli amici e i bravi servitori.
Impegnatevi in politica. Fatelo con passione e orgoglio, non solo per affermare voi stessi; ma fatelo anche per una sorta di pietas verso di noi, che non ce l’abbiamo fatta a lasciarvi un mondo migliore. Noi abbiamo vendemmiato più che seminato.
L’anagrafe non vi è stata benevola: arrivati in un mondo costruito su misura dei padri, dovete ora costruirne uno per i vostri figli.
Siate consapevoli della vostra forza, perché il tempo vi è amico. Siate insoddisfatti, siate esigenti, siate rigorosi. Vorrei dirvi: siate perfetti.
Salvaguardate e coltivate l’intelligenza: la prima difesa della democrazia.
Il mondo sarà migliore il giorno in cui non diremo più di un ragazzo o di una ragazza “è tutto suo padre, tutta sua madre”, ma di un genitore diremo “è tutto suo figlio, è tutto sua figlia.
Prof. Ivano Dionigi







