“La Chiesa e il grido dei poveri”, una conferenza nello stile del “Cortile dei Gentili”

Venerdì 28 novembre, a Rimini in Sala Manzoni, si è tenuta la Conferenza “La Chiesa e il grido dei poveri”, organizzata dalla Diocesi di Rimini.

L’iniziativa è stata pensata come un progetto culturale nello stile del “Cortile dei Gentili”, ovvero come un’occasione di incontro e di dialogo libero e rispettoso, intorno a un tema nato dalla recente Evangelii Gaudium di Papa Francesco, con cui il Pontefice ha espresso la necessità di ripensare tutta l’attività pastorale a partire dai poveri come “luogo teologico” e come coloro verso i quali Dio ha una “preferenza divina” e nei confronti dei quali avere un’ “attenzione d’amore”.

Rimini si è rivelato un contesto particolarmente adatto a questa conferenza, dato che è tra le città più toccate dal problema della povertà; basti citare il recente rapporto della Caritas Diocesana di Rimini, in base al quale nel territorio della Diocesi di Rimini ci sono oltre 12.500 persone che vivono in situazione di povertà e che si sono rivolte alle Caritas nei primi nove mesi del 2014. La città però è pronta a rispondere a questa urgenza e l’incontro organizzato dalla diocesi ha promosso il confronto tra credenti e non, perché crede che le risposte possano essere trovate solo attraverso la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà.

I relatori dell’incontro sono stati Mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Campobasso – Bojano, e Ferruccio De Bortoli, direttore de “Il Corriere della Sera”. Sono intervenuti anche Ernesto Diaco, vice responsabile del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale, e Mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini.

A portare i saluti del “Cortile dei Gentili” è stato invece il direttore esecutivo Padre Laurent Mazas, che con un breve discorso si è detto felice che la Diocesi di Rimini abbia voluto abbracciare lo spirito del “Cortile dei Gentili” e ne ha spiegato l’essenza facendo riferimento alla risposta che Jean Guitton diede a Mitterand, quando gli chiese la sostanza della sua esperienza di filosofo: “E’ la scelta tra due soluzioni: l’assurdo e il mistero”. Mitterand ribattè chiedendosi quale fosse la differenza, “anche il mistero sembra assurdo”. E Guitton: “No, l’assurdo è un muro impenetrabile contro cui ci si spiaccica in un suicidio. Il mistero è una scala: si sale di gradino in gradino verso la luce, sperando”.

Padre Mazas ha concluso dicendo che è proprio questa l’idea del “Cortile dei Gentili”: uno spazio aperto alla luce in cui si incontrano e si scontrano l’assurdo e il mistero, la pura razionalità e il “Tu Sconosciuto”.

L’evento, oltre a riscontrare una grande partecipazione, ha avuto un forte seguito anche sui social network, dove è stato seguito e commentato attraverso l’hashtag #gridodeipoverirn.

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