Amarsi, superando la vergogna

Nei contorni di un mondo patinato, tutti i giorni siamo chiamati a partecipare alla corsa alla perfezione continua. Come premio il raggiungimento dell’unico ideale di bellezza accettato, quello che non ammette imperfezioni. È così che è diventato normale nascondere, filtrare o modificare qualsiasi cosa possa essere considerata un difetto.

Quasi tutti i giorni, scorrendo Instagram, assistiamo a manifestazioni di body shaming e forse, per assuefazione, nemmeno le notiamo. Come se i commenti velenosi che mirano a far vergognare qualcuno per i chili di troppo, per l’eccessiva magrezza, per le gambe grosse o per i fianchi larghi fossero normali. In realtà il fenomeno ha assunto ormai i connotati del bullismo.

Da un’indagine condotta dalla Nutrimente Onlus – associazione per la prevenzione, la cura e la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare – risulta che una donna su due (il 48%) è colpita da questo fenomeno. Anche se non si tratta di un’esclusiva tutta femminile: le statistiche indicano che il 94% delle adolescenti è vittima di body shaming e quasi il 65% dei ragazzi ha dichiarato di aver subito commenti umilianti sul proprio aspetto fisico.

Prima di indossare i panni dei famosi leoni da tastiera sarebbe bene riflettere sul fatto che il senso di inadeguatezza, frustrazione e insicurezza generato da parole al veleno spiana la strada anche a comportamenti alimentari scorretti, depressione, autolesionismo. Dal punto di vista sociale le persone che si sentiranno disapprovate o non accettate tenderanno ad isolarsi per timore del giudizio. Un altro indizio per non sottovalutare il fenomeno è il fatto che oggi il body shaming è un reato perseguibile penalmente, attivando una denuncia presso la Polizia Postale e i Carabinieri. A gennaio 2020 la Camera ha infatti approvato la proposta di legge contro body shaming e fat shaming (provare vergogna per i chili di troppo), che prevede otto articoli che vanno ad estendere la legge sul cyberbullismo approvata nel 2017.

Care donne, non lasciamo che decenni di battaglie per la parità di diritti vengano cancellati con un clic. Non cediamo all’aggressività, alla crudeltà, all’invidia. Non troviamo nemiche laddove ci sono solo alleate. Riconoscere il valore dell’altro non ci sminuisce, bensì ci rafforza tutte.

Chiara Sanapo