Cortile dei Gentili
  • Giuliano Amato mentre interviene alla conferenza del Cortile dei Gentili tenuta presso la sede parigina dell'UNIESCO, durante l'evento del marzo 2011
  • Panoramica dei partecipanti alla conferenza tenuta alla sede francese dell' UNESCO, durante l'evento del Cortile dei Gentili a Parigi nel 2011
  • Padre Laurent Mazas, direttore del Cortile dei Gentili
  • (da destra) Père Patrick Jacquin, M. Michel de Virville, Julia Kristeva, Père Laurent Mazas, Père François Bousquet durante un dibattito al Collegio delle Bernardins
  • Paddy Kelly cantante ed autore dell'Inno del Cortile dei Gentili
  • Dominique Ponnau, Julia Kristeva e Jean Luc Marion durante un dibattito del Cortile all Sorbonne
Sabato, 16 Marzo 2013 01:38

VENTO DEL SUD

Appena eletto: “Buonasera!”. L’indomani: “Misericordia!”. E’ un Papa bonario. Origini? Buenos Aires non a caso – traduzione dell’italiano Bonaria (l’importante santuario mariano a Cagliari in Sardegna). L’aria è buona dunque, tira un buon vento. Vento nuovo? Arie nuove. Armoniche per i nostri incalliti cuori postmoderni, in-coscienza desideranti misericordia.

Pubblicato in Articoli

Le dimissioni di Benedetto XVI costituiscono un avvenimento enorme per tutti.

Ancora non se ne vede - e non se ne può vedere - la portata nel suo complesso orizzonte e nella sua potenza umanistica. Si scriveranno saggi su saggi, volumi su volumi per le sue cause, implicazioni e conseguenze filosofiche, giuridiche, storiche, teologiche, sociologiche, psicologiche, politiche.

Basta già solo una domanda fra le tante per impegnare un'intera biblioteca e innumerevoli e difficili riflessioni: può dimettersi un papa? Il papa della Chiesa cattolica è il vicario di Cristo, un pastore di anime, un capo di Stato - Sommo Pontefice, espressione ereditata dal retaggio imperiale romano -, il vertice-rappresentante visibile di una cultura, di una tradizione, di una fede, di una istituzione, di una spiritualità, di una mistica. Così, il gesto di grandissimo coraggio e grandissima generosità, forza e responsabilità di quest'uomo, Joseph Aloisius Ratzinger, concentra in sè una messe infinita di questioni, direi interminati spazi di pensiero.

Tutti ne sono e saranno coinvolti, siano essi religiosi o non religiosi, laici o non laici, credenti in Dio o non credenti in Dio, secolaristi o clericali. Il Cortile dei Gentili è necessariamente chiamato ad affrontare questa montagna. 

Pubblicato in Nuovo umanesimo

CARD.SISTACH E RAVASI,BILANCIO E SFIDE INIATIVA CON NON CREDENTI

(ANSA) - ROMA, 10 MAG - Il Cortile dei Gentili, la struttura voluta dal Papa per il dialogo con i non credenti, approda in Spagna dove, spiega l'arcivescovo di Barcellona Lluis Sistach, ''ci sono tante persone che non credono in Dio, ma anche tanti giovani che accettano senza pregiudizi che si parli loro di Dio, e alcuni laici e intellettuali non credenti che non sono indifferenti ai nostri temi, e dove c'e' una possibilita' di dialogo maggiore dei decenni scorsi''. Il card. Sistach, insieme con il card. Gianfranco Ravasi, che guida il Cortile dei gentili, e con il direttore esecutivo del progetto, padre Laurent Mazas, ha illustrato ai giornalisti la tappa di Barcellona, in calendario il 17 e 18 prossimi, sul tema ''Arte, bellezza e trascendenza''. Gli eventi saranno ospitati nel Museo nazionale d'arte catalana, nell'l'Universita', nell'Istituto di Studi catalani e nella Sagrada Familia del grande architetto Antoni Gaudi'. Proprio la presenza del Papa, nell'autunno di due anni fa, alla dedicazione al culto della chiesa-capolavoro, ha raccontato il card. Sistach, ha avvicinato molti ''indifferenti'' all'idea di interessarsi al cristianesimo. Dopo avere toccato diverse citta' in Italia - ultima in ordine di tempo Palermo, sui temi della legalita' - Francia, Romania, Albania, l'iniziativa, avviata da un anno dal Pontificio Consiglio per la Cultura, si rivolge quindi alla Spagna. E' gia' in calendario, per l'Italia, una tappa ad Assisi, il prossimo 6 ottobre, a pochi giorni dall'apertura del Sinodo sulla nuova evangelizzazione e dell'Anno della fede voluto dal Papa. Al centro dell'appuntamento di Assisi ci saranno la fede, il dialogo, le tematiche francescane. E' inoltre a buon punto l'organizzazione di un ''Cortile'' nell'ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, aperta al Corpo diplomatico presso il Vaticano e presso il Quirinale, sul tema della verita' nella diplomazia. Altre tappe del Cortile allo studio, ha annunciato il card. Ravasi, Stoccolma, Berlino, Budapest, mentre si guarda oltre Europa, agli Stati Uniti, grazie all'invito della Conferenza dei benedettini degli Usa. Nel pieno di tanti progetti Ravasi non si sottrae a un primo bilancio dell'iniziativa. Da una parte lo ''straordinario successo'' e le ''continue richieste'' di istituzioni o paesi di coorganizzare incontri e confronti. Dall'altra gli ''insegnamenti'' per la Chiesa: ''non ci possiamo porre - ha spiegato Ravasi - con l'atteggiamento di chi insegna o impone, dobbiamo invece, a partire dalla nostra identita', ascoltare e non prevaricare l'altro; il linguaggio della cultura ha certo una sua stilistica, ma questa stilistica non esclude il trascendente''. Il percorso non e' certo facile, ha confermato il porporato, specialmente quando si affrontano temi caldi quali per esempio quelli bioetici, e nei vari Cortili non sono mancati toni accessi e ''attacchi'' alla Chiesa. Ma e' un percorso da compiere, e comunque positivo. Quello che invece piu' preoccupa il cardinale e' come raggiungere la ''indifferenza religiosa'', ''l'ateismo nazionalpopolare, che e' la forma dominante''.  (ANSA).

fonte: Giovanna Chirri, Ansa.it

 

 

Pubblicato in Rassegna stampa

Ascolta l'intervista

sagrada familiaDopo l’inaugurazione di ieri sera, il Cortile dei Gentili in corso a Barcellona sul tema “Arte, bellezza e trascendenza” è entrato oggi nel vivo con un nuovo momento di confronto fra intellettuali intrecciato con l’esecuzione di un quartetto d’archi. Anche quest’incontro della struttura vaticana dedicata al dialogo con i non credenti, che si concluderà oggi alla Sagrada Familia, è promosso, come di consueto, dal Pontificio Consiglio della Cultura. Dal capoluogo catalano il nostro inviato, Fabio Colagrande:

‘Può la bellezza salvare il mondo?’. Dopo l’inaugurazione nel Museo nazionale di arte catalana, il Cortile dei Gentili in corso a Barcellona riprende il cammino nell’Università cittadina per rispondere a questo celebre interrogativo di Dostoevskij. Sotto gli affreschi del paraninfo accademico, accompagnati dalla musica di Beethoven e Schubert, filosofi e storici dell’arte cercano quel nesso tra estetica ed etica evocato nel novembre del 2010 da Benedetto XVI proprio nella Santa Messa di dedicazione della Sagrada Familia di Antoni Gaudì. “La bellezza è rivelatrice di Dio – disse in quell’occasione il Papa – perché come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa all’egoismo”. “Da Platone a Wittengstein, passando per San Tommaso d’Aquino, ricorda Francesc Torralba, filosofo e teologo catalano, nel pensiero occidentale la bellezza è sempre stata messa in connessione con la bontà”. “La bellezza è unità, come armonia delle differenze. La bellezza è verità poiché si oppone alla necessità, non la trova chi la cerca ma chi si fa sorprendere da essa”. “Tutta la bellezza del mondo – conclude - è un riflesso, una metafora dell’infinita bellezza di Dio”. Lo storico dell’arte Alessandro Zuccari, docente alla Sapienza, sottolinea invece l’identificazione tra bellezza e ‘pietas’ nelle opere di Caravaggio, che fu, al di là delle leggende nere, un “finissimo interprete dell’umanesimo cristiano”. Il Merisi rifuggiva dalla bellezza metafisica o ideale ma cercava nell’uomo l’immagine di Dio e in Dio quella dell’uomo. Insomma, come ricordava Simone Weil, già citata ieri al Cortile catalano, “Il bello è la prova sperimentale che l'incarnazione è possibile”.

Pubblicato in Articoli

L' uomo che ha sparato a Erfurt, scarcerato, si scusa: «Mi vergogno, non volevo ferire nessuno». L' appello del Pontefice:
la Chiesa torni povera

Il Papa lascia la Germania. Napolitano: grazie per l' auspicio di un rinnovamento etico

FRIBURGO - Per «compiere la sua missione» e arginare la perdita di fedeli, la Chiesa si deve «demondanizzare», ovvero «liberare del suo fardello mondano e politico». Il congedo di Benedetto XVI dalla sua Germania è un richiamo vibrante alla sobrietà e radicalità evangelica: ai fondamenti di quella «domanda su Dio» per la quale, a Erfurt, aveva reso omaggio alla «passione» e alla fede di Martin Lutero.

Pubblicato in Rassegna stampa
Giovedì, 22 Settembre 2011 10:32

Se il Papa apre il Cortile

Religione Benedetto XVI rilancia un termine che cambia significato più volte nel corso dei secoli 
Se il Papa apre il Cortile dei Gentili

Il dialogo con gli atei, un problema (storico e lessicale) insoluto per la Chiesa

«La Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di "cortile dei Gentili", dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l' accesso al suo mistero». Così il Papa Benedetto XVI, nel discorso per gli auguri natalizi alla Curia romana, proponeva una formulazione del rapporto fra comunità credente e umanità in ricerca le cui suggestioni lessicali e storiche meritano di essere dipanate con cura.

Pubblicato in Rassegna stampa
Martedì, 20 Settembre 2011 09:36

Bobbio intervista il Cardinale Ravasi

"Molto del destino di ciascuno dipende da una domanda, una richiesta che un giorno qualcuno, una persona cara o uno sconosciuto, rivolge: d'improvviso uno riconosce di aspettare da tempo quell'interrogazione, forse anche banale ma che in lui risuona come un annuncio, e sa che proverà a rispondere ad essa con tutta la vita "

Il Cardinale, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, terrà una serie di incontri voluti dal Papa con intellettuali atei. Per far cadere i muri tra fede e scienza.

Credere è difficile, ma essere atei non lo è da meno. C'è qualche motivo perché atei e credenti si confrontino sulle loro reciproche difficoltà, sui loro pensieri, parole, opere e scelte, in modo che forse possano trovare armonia di argomentazioni senza rinunciare ognuno alla propria identità? Oppure devono continuare a vivere su sponde differenti, ignorandosi o peggio lanciandosi anatemi? La sfida è davvero straordinaria e i risultati lo possono essere altrettanto. La sfida l'ha lanciata Benedetto XVI poco più di un anno fa nel discorso alla Curia romana: «Al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea. Io penso che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di Cortile dei Gentili».

Adesso quel cortile apre le porte a Parigi alla fine di marzo (2011 ndr), quando intellettuali agnostici e credenti daranno vita al confronto. Ma altri "cortili" si costruiranno in Europa, nelle Americhe, forse anche in Africa e in Asia per iniziativa del Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, uno che di dialogo con intellettuali fieramente laici se ne intende.

Eminenza, cos'è questo cortile?
«Il luogo di un incontro, ma anche una metafora. Credenti e non credenti abitano la stessa terra e vivono nelle stesse aule delle università. Ma c'è il rischio che si isolino nel proprio recinto sacrale o laico, ignorandosi se va bene, o prendendosi a sberleffi nella maggior parte dei casi. Allora bisogna trovare uno spazio comune, abbattere muri di separazione nella cultura e negli atteggiamenti. Noi ci vogliamo provare».

Volete convertire gli atei?
«Assolutamente no. Non c'è alcuna attesa di conversioni, né di inversioni di cammini esistenziali di alcuno. Vogliamo solo proporre un dialogo che eviti il vuoto, gli stereotipi, la banalità. Le voci possono essere anche agli antipodi, ma devono saper creare armonia e migliorare la qualità del dibattito culturale, cioè la vita di tutti».

Lei ci ha già provato a Milano quando era a capo della Biblioteca Ambrosiana. L'ha suggerita lei l'idea al Papa?
«No. Il Papa viene da una cultura, quella tedesca, dove la teologia è considerata scienza a tutti gli effetti e in Germania un cortile è stato sempre aperto. Ma ha visto che purtroppo, in Europa soprattutto, tra laici e cattolici il linguaggio è sempre più autoreferenziale. Se manca il dialogo non si va da nessuna parte».

Però lei ci aveva provato?
«Sì e devo ammettere che a Milano negli anni passati si è fatta qualche prova di cortile dei gentili. Metà dei miei amici non sono credenti. Continuo a discutere anche a Roma al Pontificio consiglio con laici come Giulio Giorello e Umberto Eco».

Perché la Chiesa fatica a discutere, nonostante il Concilio?
«Dobbiamo ammettere che anche la Chiesa ha contribuito a erigere muri, o almeno siepi, di separazione. Credo per unmalinteso senso di autoprotezione o di autodifesa».

Ma anche i laici hanno concimato siepi...
«Sì. La teologia non èmai stata considerata un pensiero rigoroso, come filosofia o scienza. La cultura cattolica è ritenuta più fluida e meno consistente dal punto di vista del metodo e dei paradigmi rispetto a quella laica».

Davvero gli intellettuali laici sono tutti fieramente anticlericali?
«No. È una convinzione sbagliata che nasce dal radicarsi di quello che io chiamo "ateismo nazional-popolare", rappresentato da associazioni e personaggi pittoreschi, intellettuali da salotto televisivo. Lì volano gli schiaffi e gli sberleffi e tutto fa la gioia dei fondamentalisti in entrambi gli schieramenti».

Scienza e teologia possono incontrarsi?
«Vedremo. Io dico che scienza e teologia non hanno statuti conflittuali, ma sono incomparabili, procedono su due binari, magari paralleli, perché usano metodi differenti. Qualcuno sostiene che i binari non si incontreranno mai, qualche altro che è inutile procedere. Io dico che gli scambi sono possibili».

Anche se la Chiesa propone valori non negoziabili e viene accusata di imporre visioni etiche blindate?
«La fede deve sempre saper dare ragione di sé stessa, deve depurarsi di ogni rigidità, deve conoscere in modo puntuale e preciso il livello scientifico del dibattito, soprattutto su questioni delicate come quelle bioetiche. Non si può più far finta di sapere qualcosa e poi imporre un proprio sistema etico punto e basta. La stessa cosa deve fare la scienza, accettando l'orizzonte della trascendenza».

E chi non crede?
«Va rispettato. Ma il vero ateo non è mai sprezzante, sarcastico o dissacratorio. Così come il vero credente evita la scorciatoia del devozionalismo».

Non c'è il rischio che nel cortile si rinunci alla propria identità per quieto vivere?
«L'obiezione è diffusa e seria. Per un autentico dialogo vanno esclusi gli estremismi e gli integralismi, ma va evitato anche il sincretismo ideologico che porta alla definizione di un minimo comune denominatore, che non serve a nessuno. Si possono scoprire consonanze anche in contributi differenti che rimarranno sempre tali. La cosa importante è suscitare la ricerca attorno, in definitiva, alla questione di Dio, che potrà anche rimanere sconosciuto e ignoto alla fine per molti, ma sul quale nessuno è autorizzato a negare che ci si debbano porre domande (ndr)».


 

Pubblicato in Rassegna stampa

Anche il Papa, dopo un piccolo gruppo di cardinali, tra i quali  Ravasi, avrà il suo account su twitter. Segno della sempre più ampia determinazione del Vaticano ad aprirsi ai nuovi  linguaggi. Sul significato di  questa apertura, abbiamo intervistato  padre Antonio Spadaro, direttore della "Civiltà Cattolica".


Pubblicato in Articoli
Mercoledì, 14 Settembre 2011 14:21

Ci Presentiamo

 

 

 

 

Fratello Ateo, nobilmente pensoso,
alla ricerca di un Dio
che io non so darti,
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto 
andiamo oltre la foresta delle fedi,
liberi e nudi verso,
il Nudo Essere
e là
dove la parola muore
abbia fine il nostro cammino

D.M. Turoldo


Io penso che la chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di ‘Cortile dei Gentili’ dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l’accesso al suo mistero, al cui servizio sta la vita interna della Chiesa. Al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea, ai quali Dio è sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto
Benedetto XVI
Discorso alla Curia romana, 21 dicembre 2009



Questo appello di Papa Benedetto XVI è stato d’ispirazione al Pontificio Consiglio della Cultura e al suo presidente, il Cardinale Gianfranco Ravasi, per la creazione del Cortile dei Gentili. Il nome di questa nuova struttura deriva dall'antico Tempio di Gerusalemme  al quale tutti potevano accedere con libertà, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua o dall’orientamento religioso. Il Cortile dei Gentili, dunque, si costituisce come spazio di incontro e di conoscenza reciproca tra credenti e non, senza pregiudizi o discriminazioni, ma con lo scopo di creare un dialogo veritiero e rispettoso.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando, abbiamo scelto di introdurvi Il Cortile dei Gentili attraverso le parole di credenti e non credenti sui temi del dialogo, della conoscenza e della fede:


Ho passato una vita sulla frontiera, ad ascoltare le ragioni degli altri, a cercare di comprendere le loro motivazioni. Perciò penso che anche nella comunità cristiana non si debba avere paura delle diversità”.
Cardinale Gianfranco Ravasi
Intervista a cura di Ignazio Ingrao, Panorama,  25/03/2011



Pubblicato in Articoli
Venerdì, 14 Ottobre 2011 18:12

Il Cortile dei Gentili

Il Tempio di Gerusalemme era il luogo in cui Dio aveva fissato la sua presenza e per questo il popolo di Israele saliva alla collina del Tempio per “incontrare Dio”, per “vedere il suo volto”, per adorarlo e ascoltare la sua voce. Attorno a quella stanza cubica chiamata “Santo dei santi” – il luogo della presenza di Dio, la cui vista da parte dei credenti era preservata da una tenda – vi era uno spazio riservato ai sacerdoti per compiere i sacrifici, quindi un altro spazio destinato ai credenti figli di Israele, uomini e donne... Ma nella medesima zona del Tempio vi era anche un’altra area, pensata per gli “altri”, i non ebrei, i non credenti nel Dio Uno e unico di Abramo, di Isacco e di Giacobbe: uno spazio per gli altri, così come al centro vi era quello spazio per l’Altro-Dio.

Pubblicato in Articoli
Pagina 1 di 2

Login area

Iscriviti per partecipare alle discussioni e per ricevere la nostra newsletter!

Effettua il login/registrazione in automatico, utilizzando uno dei social network a disposizione:



Inno del Cortile

Il Cortile dei bambini

cortiledeibambini.blogspot.it

Il Cortile è un museo all'aperto, una biblioteca senza porte, un auditorium senza tetto

La vita, la morte, la storia, il male e il dolore, l’amore e la libertà, l’arte e la musica, sono i nostri campi di attività.
Un carrello pieno di carta e colori correrà con noi sui binari-disegni dei bambini di tutto il mondo.
Le Cortili-Fermate saranno i nostri luoghi di incontro, le Finestre-Università faranno da cornice alle nostre indagini e scoperte, e riempiremo i sagrati delle Cattedrali di voci, musiche, colori, domande, storie e racconti.

Follow Us

Follow us on YouTube Follow Us on Twitter Follow Us on Facebook

Editor