Il fiato corto dell’ateismo


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Avvenire

di Silvia Guzzetti

Cristianesimo vivo e vegeto. Parola di Nick Spencer, per vent’anni agnostico, oggi fedele della Chiesa di Inghilterra e direttore di “Theos”, centro di studi londinese sponsorizzato dal primate cattolico Vincent Nichols e da quello anglicano Justin Welby.

Spencer è arrivato al Vangelo a Oxford, studiando letteratura inglese, proprio come C.S. Lewis, e ha appena firmato il volume Atei. L’origine della specie, pubblicato in questi giorni da Bloomsbury. La prima seria storia dell’ateismo dopo i quattro volumi curati, un secolo fa, da Fritz Mauthner.

Nel suo libro Spencer spiega che gli scritti degli atei più famosi della nostra epoca, da Christopher Hitchens (morto nel 2011) a Richard Dawkins, non hanno contenuti che mostrano una vera competenza in ambito religioso.

«Attaccano le caricature della religione, anziché gli aspetti più intelligenti della fede, perché è più facile», spiega.

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