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Grandi Temi


Considerando lo straordinario percorso compiuto dal “Cortile dei Gentili” in Europa e in America nei cinque anni dalla sua nascita, esso appare come un grande cantiere a cielo aperto nel quale sono state gettate le fondamenta di un dialogo fra credenti e non credenti.

Dalla sua inaugurazione a Parigi, il 24 e 25 marzo 2011, il “Cortile dei Gentili” ha potuto dissodare tanti territori, dove il confronto fra “laici” e cattolici è considerato una priorità.  Questi temi sono quelli della libertà, della responsabilità sociale e del bene comune, della legalità e della coscienza, delle belle arti, della Creazione e della trascendenza. Il suo terreno è quello della verità, dove si incontrano e si confrontano scienza, filosofia e fede.

Gli importanti eventi organizzati dal “Cortile” si sviluppano intorno ai pilastri della cultura, affrontano le grandi domande dell’esistenza umana e le principali sfide delle società, tenendo sempre conto della specificità simbolica dei luoghi dove si svolgono gli incontri: a Firenze si è parlato di “Umanesimo e Bellezza”, a Palermo di “Cultura della Legalità”, a Parigi di “Illuminismo, Religioni e Ragione comune”, a Barcellona di “Arte e Trascendenza”, a Washington di “Democrazia e Bene comune”, a Buenos Aires di “Responsabilità sociale”, in Messico di “Laicità e Trascendenza”, a Berlino di “Libertà”, a Pavia di “Scienza e Coscienza”, a Bologna del “Tempo” e a Torino di “Mafia e occupazione giovanile”.

Nel frattempo, alcuni “Cortili” più brevi, hanno coinvolto alcune categorie di persone: ambasciatori sul tema “Diplomazia e verità”, giornalisti su “Giornalismo e responsabilità”, medici su “Relazione di cura e confini della vita”, imprenditori ed economisti su “Economia e gratuità”, liceali su “Musica: tra ascolto e visione” e “La città: Babele o Gerusalemme?”.

Proprio come Piazza San Pietro, anche il “Cortile” ha il suo “colonnato”, non con santi, bensì con grandi pensatori le cui idee e opere sono centrali nei dibattiti che si sviluppano durante le numerose iniziative. Questi rappresentano il caleidoscopio di una cultura che, sin dai tempi dell’antica Grecia, non ha mai smesso di interrogarsi sul rapporto tra la ragione e la fede, mythos e logos.

Così nell’incontro di Bucarest, si è parlato di Cioran, “il mistico senza fede”, e di Ionesco, “l’agnostico appassionato dei mistici”; a Marsiglia, di Camus, “l’ateo che parlava ai cristiani”, e di Ricoeur, “il cristiano d’espressione filosofica”; a Bologna di Rousseau, “il cristiano senza fede” e a Buenos Aires di Borges, “il teologo ateo”.

Anche San Francesco ha ispirato diversi “Cortili” ad Assisi, quello su “Sora nostra Madre Terra”, derivato dal Cantico delle Creature, quelli sulla “Pace” e sul “Dialogo interreligioso” in riferimento al suo incontro con il Sultano, un altro sull’ “Economia di comunione” ispirato alla sua povertà e alla sua “Gioventù”, e infine uno sull’“Umanità”, in riferimento alla sua capacità di riconoscere l’uomo  anche nel lebbroso.

Sant’Agostino e Pascal vengono spesso consultati nei “Cortili”, proprio come Erasmo e Dante, Nietzsche e Florenskij, Simone Weil e Maritain, Hannah Harendt ed Etty Hillesum.

Insieme a Cacciari, altri maestri viventi come Marion, Kristeva e Bauman si sono ritrovati spesso a dialogare sotto l’ampio “colonnato” del “Cortile dei Gentili”.

 

 

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